Fotovoltaico aziende agricole a Brescia e Bergamo: incentivi, soluzioni e vantaggi
Negli ultimi anni, il settore agricolo sta vivendo una vera e propria transizione energetica. Le aziende agricole di Brescia e Bergamo hanno oggi l’opportunità di ridurre i costi energetici, aumentare l’efficienza e migliorare la sostenibilità grazie agli impianti fotovoltaici di nuova generazione.
Un ruolo centrale in questa trasformazione lo giocano gli incentivi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e i contributi a fondo perduto, che rendono l’investimento ancora più conveniente.
Perché il fotovoltaico è strategico per le aziende agricole
Il settore agricolo è tra i più energivori, soprattutto quando si parla di attività come l’irrigazione elettrica, la refrigerazione e la conservazione dei prodotti, la lavorazione e trasformazione alimentare o l’illuminazione di serre e stalle.
In un contesto di costi dell’energia sempre più variabili, installare un impianto fotovoltaico per agricoltura a Brescia e Bergamo significa ridurre in modo consistente la spesa energetica annuale, rendersi meno dipendenti dalla rete, migliorare la reputazione aziendale in chiave sostenibile e, non ultimo, accedere a incentivi dedicati.
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Gli incentivi del PNRR per il fotovoltaico agricolo
Il PNRR sostiene le imprese agricole con la misura Parco Agrisolare, che finanzia impianti fotovoltaici installati sui tetti di fabbricati agricoli strumentali come stalle, magazzini, cantine o serre esistenti. L’intensità del contributo arriva fino all’80% a fondo perduto per la produzione agricola primaria, mentre per altre attività connesse (trasformazione, marketing) le percentuali sono più basse.
Gli interventi ammessi includono anche la bonifica dell’amianto, l’isolamento dei tetti, la realizzazione di tetti ventilati e l’installazione di sistemi di accumulo o colonnine di ricarica.
L’impianto deve avere potenza compresa tra 6 kWp e 1.000 kWp ed essere dimensionato sui consumi aziendali: la produzione annua non può superare di oltre il 5% il fabbisogno elettrico medio più i consumi termici convertiti in elettrico.
Esempio: se un’azienda consuma 60 MWh/anno di elettricità e 10 MWh/anno di energia termica, il suo fabbisogno complessivo è di 70 MWh. In questo caso l’impianto non potrà superare una produzione stimata di circa 73,5 MWh/anno.
Agrisolare e Agrivoltaico: due misure diverse
Spesso si fa confusione tra Parco Agrisolare e Agrivoltaico innovativo, ma sono due strumenti distinti del PNRR.
- Parco Agrisolare: finanzia impianti fotovoltaici sui tetti di edifici agricoli esistenti (stalle, magazzini, serre). È la misura di cui parliamo in questo articolo, con contributi fino all’80% a fondo perduto.
- Agrivoltaico innovativo: finanzia impianti fotovoltaici a terra sopraelevati, che consentono di coltivare sotto i pannelli. Questa misura ha regole molto specifiche (altezza minima delle strutture, monitoraggio agronomico) ed è diversa dal Parco Agrisolare.
In pratica: se vuoi installare pannelli sul tetto della stalla rientri nell’Agrisolare; se invece vuoi impianti a terra compatibili con colture e pascoli, la misura è l’Agrivoltaico innovativo.
Come presentare domanda e ottenere i fondi
Accedere a queste agevolazioni richiede una pianificazione accurata. Prima di tutto occorre verificare che l’azienda e il sito di installazione rientrino nei requisiti previsti dal bando. Poi bisogna predisporre un progetto tecnico dettagliato, che indichi potenza, caratteristiche dell’impianto e obiettivi di produzione. Infine, è necessario presentare la domanda nei tempi stabiliti, corredandola di tutta la documentazione richiesta.
Molte aziende agricole scelgono di affidare queste fasi a professionisti, così da evitare errori formali e velocizzare l’iter di approvazione. GS Energia Solare, ad esempio, segue i clienti in ogni passaggio, dalla verifica preliminare alla consegna “chiavi in mano” dell’impianto.
Massimali di spesa ammissibile
Per ogni beneficiario il PNRR prevede dei limiti:
- fino a 1.500.000 € per impianti fotovoltaici e componenti principali;
- fino a 700.000 € per interventi complementari (bonifica amianto, coibentazione, tetti ventilati);
- fino a 50.000 € per sistemi di accumulo (massimo 1.000 €/kWh);
- fino a 15.000 € per colonnine di ricarica con potenza superiore a 22 kW, con importi ridotti per wallbox o colonnine ≤22 kW.
Questo significa che un’azienda agricola può combinare fotovoltaico, accumulo e bonifica del tetto con un unico progetto coperto dal contributo.
Scadenze da rispettare
Le domande si presentano sul portale GSE nelle finestre a sportello e i lavori devono essere avviati dopo la presentazione della proposta. Tutti gli interventi devono essere completati, collaudati e rendicontati entro il 30 giugno 2026. Questo vincolo è importante perché fa parte degli obiettivi del PNRR: chi non rispetta i tempi rischia di perdere il contributo.
Stato di avanzamento del Parco Agrisolare:
Al 5 maggio 2025 risultano ammesse 22.942 domande, per un totale di oltre 2,35 miliardi di euro di risorse assegnate e una capacità installata di 1.722 MW. Questi numeri confermano il grande interesse del settore agricolo e il ruolo strategico del fotovoltaico nel raggiungere gli obiettivi energetici fissati dal PNRR.
Rifinanziamento del fondo:
con la riprogrammazione del PNRR approvata dalla Commissione Europea nell’agosto 2024, il Parco Agrisolare ha ricevuto un rifinanziamento di 850 milioni di euro, portando la dotazione complessiva a circa 2,35 miliardi. Questo incremento ha permesso di ampliare la platea dei beneficiari e di coprire più progetti di aziende agricole in tutta Italia.
Soluzioni su misura per l’agricoltura
Non esiste un impianto fotovoltaico standard valido per tutte le aziende agricole! Le esigenze cambiano a seconda della tipologia di produzione, del fabbisogno energetico nelle diverse stagioni, delle superfici disponibili e della possibilità di integrare sistemi di accumulo.
Un’azienda lattiero-casearia, ad esempio, può trarre grande vantaggio dall’abbinare il fotovoltaico a batterie che permettano di alimentare i macchinari anche di notte. Un produttore ortofrutticolo con serre, invece, potrebbe usare l’energia prodotta per il riscaldamento o l’illuminazione, riducendo i costi operativi….
Anche una cantina vitivinicola o un agriturismo possono sfruttare l’impianto per attività collaterali come la ristorazione o l’ospitalità, aumentando l’autoconsumo e il ritorno economico.

Fotovoltaico e sostenibilità in azienda
Scegliere il fotovoltaico significa anche fare una scelta di responsabilità verso l’ambiente. Ridurre le emissioni di CO₂ e migliorare l’efficienza energetica sono obiettivi che oggi pesano sempre più anche sulla competitività: clienti, distributori e istituzioni premiano le realtà che investono in soluzioni “green”, e questo può aprire le porte a nuovi mercati o a bandi dedicati.
Aspetti economici e tempi di rientro dell’investimento
Uno dei fattori che più interessa agli imprenditori agricoli è capire in quanto tempo l’impianto fotovoltaico riesce a ripagarsi. Il tempo di rientro dipende da quanto costa l’impianto, dal livello di autoconsumo e dall’ammontare del contributo.
Senza incentivi, in Lombardia i tempi medi di rientro sono di 4–7 anni, con producibilità attesa di circa 1.200–1.350 kWh per kWp all’anno. Con contributi vicini al massimo (70–80%) e alto autoconsumo, il rientro può ridursi a 2–3 anni nei casi migliori.
Esempio: se un’azienda investe 40.000 € in un impianto da 40 kWp e ottiene un contributo del 70%, paga effettivamente solo 12.000 €. Con un risparmio annuo di 6.000 €, rientra della spesa in 2 anni.
Gli incentivi del PNRR e i contributi a fondo perduto riducono ulteriormente questa finestra, permettendo di ammortizzare la spesa anche in soli 2–3 anni nei casi più virtuosi. Dopo il rientro dell’investimento, l’energia prodotta diventa un guadagno netto, con un impatto positivo sul bilancio aziendale per tutto il ciclo di vita dell’impianto, che può superare i 25 anni.
Il ruolo fondamentale degli accumuli nel settore agricolo
Per un’azienda agricola, la produzione e il consumo di energia non sempre coincidono. In estate, ad esempio, il fotovoltaico genera più energia nelle ore centrali della giornata, mentre le lavorazioni o l’irrigazione possono richiedere elettricità anche in orari serali o notturni.
In inverno, al contrario, la domanda può essere elevata ma la produzione solare ridotta. In questi scenari, un sistema di accumulo permette di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso e utilizzarla quando serve, riducendo la dipendenza dalla rete e stabilizzando i costi. Per il settore agricolo di Brescia e Bergamo, l’abbinamento fotovoltaico + accumulo è una scelta strategica per garantire continuità di alimentazione e massimizzare i benefici economici e ambientali.
GS Energia Solare: competenza, trasparenza e risultati
Con più di 15 anni di esperienza e oltre 1500 impianti realizzati in Lombardia e in Veneto, GS Energia Solare è un partner solido per le aziende agricole che vogliono investire in energia rinnovabile. L’azienda opera con un approccio trasparente, fornendo preventivi chiari e completi, senza costi nascosti, e utilizzando solo materiali di alta qualità.
Tutti i progetti sono seguiti da un team interno di ingegneri, progettisti e installatori certificati, che garantiscono un’assistenza continua anche dopo la messa in funzione dell’impianto.
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