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Fotovoltaico con sconto in fattura

Fotovoltaico con sconto in fattura: perché non è più disponibile nel 2025 e quali incentivi ci sono oggi

Tutto quello che c’è da sapere sul fotovoltaico con sconto in fattura: cosa cambia oggi

Fino a pochi anni fa, lo sconto in fattura era uno degli incentivi più vantaggiosi per chi voleva installare un impianto fotovoltaico. Permetteva di abbattere immediatamente il costo dell’intervento, evitando di anticipare tutta la somma e rendendo più semplice l’accesso all’energia solare.

Oggi però le cose sono cambiate.

Tra bonus promessi, sconti in fattura e detrazioni fiscali, è facile perdersi: per questo in questo articolo facciamo chiarezza, aiutandoti a capire cosa c’è davvero dietro ogni offerta e come orientarti in modo consapevole verso la scelta più vantaggiosa per te.

In questo articolo ti spieghiamo:

     

    • perché lo sconto in fattura non è più attivo nel 2025;
    • quali agevolazioni restano disponibili per cittadini e imprese;
    • come funziona la detrazione fiscale per il fotovoltaico;
    • cosa puoi aspettarti in termini di risparmio reale e rientro dell’investimento.

     

    Lo sconto in fattura non è più disponibile nel 2025

    Lo sconto in fattura per il fotovoltaico è stato abolito a partire dal 2023, con la conferma del blocco anche per il 2025. La normativa attuale non consente più di cedere il credito fiscale né di richiedere sconti immediati da parte dell’installatore.

    Cosa significa? Significa che il cliente finale deve pagare l’intero importo dell’impianto e può poi recuperare parte della spesa tramite la detrazione IRPEF in 10 anni. Questa regola vale sia per impianti su prima casa che su seconda casa, su tutto il territorio nazionale.

    Detrazione fotovoltaico: che cosa prevede

    Nonostante la fine dello sconto in fattura, restano quindi attive importanti detrazioni fiscali che rendono il fotovoltaico un investimento ancora molto vantaggioso. Le due principali formule sono:

     

      • Detrazione del 50% per impianti installati su prima casa, con un tetto massimo di 96.000 €. Dal 2026 anche la detrazione scenderà: non sarà più al 50%, ma al 36%, sempre su un massimale di 96.000 €. Questo significa che, per un impianto da 20.000 €, il recupero passerà da 10.000 € (se fatto entro il 2025) a 7.200 € (se fatto dal 2026 in poi).

         

        • Per le seconde case, nel 2025 puoi detrarre il 36% delle spese sostenute su un massimale di 96.000 €. Questo significa che, se investi 20.000 €, potrai recuperare circa 7.200 € in dieci anni, con rate annuali da 720 €.

          Il tetto massimo di 48.000 € entrerà invece in vigore solo dal 2028, quando la disciplina fiscale sarà a regime. In altre parole, se hai in mente di fare i lavori su una seconda casa, ti conviene non aspettare troppo: oggi hai più margine di spesa su cui calcolare la detrazione.

        L’importo detraibile viene recuperato tramite la dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di pari importo.
        Quindi, se installi un impianto fotovoltaico nel 2025, potrai beneficiare comunque di un rimborso consistente, anche se distribuito nel tempo.

        Un esempio concreto? Immagina di installare un impianto fotovoltaico sulla tua prima casa, sostenendo una spesa totale di 20.000 €; grazie alla normativa vigente per il 2025, potrai beneficiare di una detrazione IRPEF pari al 50%, ovvero 10.000 €, restituiti in 10 quote annuali di pari importo – quindi 1.000 € all’anno.

        E per una seconda casa? Potrai usufruire di una detrazione IRPEF pari al 36%, che corrisponde a 7.200 € in detrazioni da ripartire in 10 quote annuali da 720 € ciascuna

         

        Superbonus e altre agevolazioni: esistono ancora?

        Il vecchio Superbonus 110% non esiste più, ma dal 2025 è stato rimodulato: oggi puoi ottenere una detrazione del 65%, valida però solo se l’impianto fotovoltaico viene installato insieme a un intervento “trainante” di riqualificazione dell’edificio.

        Per intervento trainante si intende, ad esempio, il rifacimento del cappotto termico, la sostituzione della caldaia con una pompa di calore ad alta efficienza, oppure il miglioramento antisismico dell’immobile. In questi casi il fotovoltaico diventa un “intervento trainato” e beneficia della detrazione più alta, ma solo se collegato all’intervento principale.

        Se invece stai valutando esclusivamente l’installazione di un impianto fotovoltaico senza altri lavori edilizi, la misura applicabile resta la detrazione ordinaria (50% su prima casa, 36% su seconda casa).

        Ricorda che, in entrambi i casi, non sono più previsti né sconto in fattura né cessione del credito: l’unica modalità ammessa è la detrazione diretta in dieci anni, eventualmente affiancata da bandi o contributi a fondo perduto disponibili a livello locale o regionale.

         

        Quanto puoi risparmiare con la detrazione, anche senza sconto in fattura?

        Vediamo alcuni esempi pratici di risparmio reale con l’attuale sistema di detrazione fiscale:

        Tipo di impianto Costo medio Detrazione (50%) Risparmio IRPEF (10 anni) Risparmio annuo in bolletta
        3 kW su prima casa 5.000 € 2.500 € 250 €/anno 400–500 €
        6 kW + accumulo 12.000 € 6.000 € 600 €/anno 800–1.000 €
        20 kW per azienda 28.000 € 14.000 € 1.400 €/anno fino a 5.000 €

        Anche senza sconto in fattura, la combinazione tra detrazione e risparmio in bolletta rende l’investimento molto vantaggioso nel medio-lungo periodo!

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        Come funziona il pagamento oggi, senza sconto in fattura?

        Nel sistema attuale, il cliente deve anticipare l’intero costo dell’impianto, pagando con:

           

          • bonifico parlante (obbligatorio per ottenere la detrazione). Il bonifico parlante è un tipo particolare di bonifico bancario richiesto per ottenere detrazioni fiscali su lavori come l’installazione di un impianto fotovoltaico o interventi di ristrutturazione edilizia. A differenza di un bonifico normale, contiene informazioni specifiche obbligatorie, che servono all’Agenzia delle Entrate per collegare il pagamento all’agevolazione fiscale.

           

          • eventuali finanziamenti bancari o con tasso agevolato.

           

          • formule di pagamento rateale proposte direttamente dall’installatore.

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          Cosa cambia nel 2026

          A partire dal 1° gennaio 2026, le percentuali di detrazione per il fotovoltaico subiranno una riduzione:

            • Prima casa: l’aliquota scenderà al 36%, mantenendo però lo stesso massimale di spesa di 96.000 €
            • Seconda casa: la detrazione sarà del 30%, sempre con un massimale di 96.000 €.

            Quindi facendo i conti: immaginiamo di installare nel 2026 un impianto fotovoltaico sulla prima casa per un costo complessivo di 20.000 €:

              • Con la detrazione del 36%, il contributo fiscale spettante sarà di 7.200 €.

              • Questo rimborso si distribuirà in 10 rate annuali da 720 € ciascuna.

              Si tratta di una detrazione significativa, purché l’impianto sia progettato correttamente e con un’azienda competente.

              Vuoi un confronto rapido tra 2025 e 2026?

              • Se installi nel 2025 sulla tua prima casa e spendi 20.000 €, la detrazione è del 50%, cioè 10.000 € in dieci anni.

              • Se aspetti il 2026 per fare lo stesso lavoro, la detrazione scende al 36%, cioè 7.200 €.

              Questo significa che, solo per effetto della tempistica, potresti perdere quasi 3.000 € di beneficio fiscale. Ecco perché, se sei già deciso a investire, anticipare i lavori può essere la scelta più conveniente.

               

              Fotovoltaico e imprese nel 2026: quali vantaggi economici sono ancora disponibili?

              Negli ultimi anni, molte aziende hanno scelto di investire nel fotovoltaico spinte da incentivi statali, fondi europei e misure fiscali vantaggiose. Ma cosa succederà per le aziende nel 2026? Gli aiuti continueranno? Vale ancora la pena investire?

              Ebbene sì, anche nel 2026, le imprese che scelgono il fotovoltaico potranno contare su diverse forme di agevolazione, anche se il quadro sarà meno generoso rispetto agli anni precedenti.

              Il credito d’imposta del Piano Transizione 5.0, che premiava gli investimenti in efficienza energetica e digitalizzazione, sarà accessibile solo per impianti completati entro il 31 dicembre 2025.

              Resta attivo il Conto Termico, lo strumento che ti consente di ottenere contributi a fondo perduto fino al 65% (e fino al 100% per le Pubbliche Amministrazioni). Al momento è in vigore il Conto Termico 2.0, ma ad agosto 2025 è stato approvato in Conferenza Unificata il nuovo Conto Termico 3.0, che porterà diversi miglioramenti. La norma è quindi già stata accettata, ma non è ancora pienamente operativa: bisogna attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’attivazione del portale GSE dedicato.

              Cosa significa in pratica? Che per tutto il 2025 continuerà a valere il Conto Termico 2.0, mentre nel 2026 entreranno in vigore le nuove regole del 3.0, che amplieranno i beneficiari (incluse le Comunità Energetiche Rinnovabili e gli enti del terzo settore) e le tecnologie incentivabili, come fotovoltaico con accumulo e pompe di calore.

              Per farti un esempio concreto: se la tua azienda spende 30.000 € per un intervento di efficientamento energetico con fotovoltaico, con il Conto Termico 2.0 potresti già ricevere fino a 19.500 € di contributi dal GSE. Con il Conto Termico 3.0, una volta attivo, i margini di incentivo saranno ancora più ampi e potranno includere anche configurazioni innovative come autoconsumo collettivo e CER.

              Un capitolo a parte merita il settore agricolo: grazie al programma Parco Agrisolare finanziato dal PNRR, le imprese agricole e agroalimentari potranno ricevere fino al 90% di sovvenzione a fondo perduto per l’installazione di impianti fotovoltaici, a patto che gli interventi siano completati entro giugno 2026. A queste misure si aggiungono i bandi regionali, i contributi per le PMI che investono in energie rinnovabili e le agevolazioni IVA con reverse charge, che permette di non anticipare l’imposta sull’acquisto e installazione degli impianti.

              Il programma Parco Agrisolare, finanziato dal PNRR, è confermato fino al 30 giugno 2026. Questo vuol dire che, se gestisci un’azienda agricola o agroalimentare, puoi ottenere fino al 90% a fondo perduto per l’installazione del fotovoltaico, a patto che i lavori siano completati e rendicontati entro quella data.

              In pratica, se installi un impianto da 50.000 €, il contributo potrebbe coprire fino a 45.000 €: un’occasione difficilmente ripetibile, che rende il fotovoltaico un investimento quasi a costo zero.

              Infine, le aziende che operano all’interno di aree produttive o immobili condivisi possono valutare la partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) o sistemi di autoconsumo collettivo, che permettono di condividere e ottimizzare l’energia prodotta, con benefici economici e fiscali aggiuntivi.

              Un’altra opportunità concreta sono infatti le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), pienamente operative dal 2024. Se la tua azienda si trova in un’area produttiva o condividi spazi con altri soggetti, puoi partecipare a una CER e condividere l’energia prodotta, ottenendo sia risparmi in bolletta sia incentivi dedicati.

              Per farti capire: se il tuo impianto produce energia che in un certo momento non usi, questa può essere utilizzata da un’altra azienda della comunità. Tu ricevi comunque un beneficio economico, senza dover vendere al mercato elettrico a prezzi più bassi.

              Attenzione però: la domanda deve essere presentata entro il 30 novembre 2025, salvo esaurimento prima dei fondi, quindi se stai valutando questa strada è meglio muoversi in fretta. Questa scadenza, prorogata da un decreto MASE, ti dà comunque tempo per organizzarti e far partire il progetto con chiarezza e sicurezza.

              Quindi, anche nel 2026 il fotovoltaico può rappresentare un investimento strategico per le imprese, a patto di conoscere bene le regole, sfruttare i bandi ancora attivi e affidarsi a partner competenti per progettare soluzioni su misura.

               

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                In un periodo in cui le normative cambiano frequentemente, affidarsi a professionisti aggiornati e trasparenti è ancora più importante!

                Per concludere, il fotovoltaico conviene ancora nel 2025. Con le detrazioni fiscali attive, il risparmio si costruisce nel tempo e ti permette comunque di rientrare dell’investimento in pochi anni, riducendo fin da subito le bollette.

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